Dalla gestione del dato la spinta verso un ecosistema virtuoso per le eccellenze italiane

Cronaca dell’online meeting “Innovazione nella gestione dei dati della ricerca: i modelli 
vincenti”, che si è tenuto lo scorso 30 settembre. 

Analizzare le dinamiche connesse all’uso dei dati nell’ambito della ricerca medica e scientifica, le possibilità aperte da una loro corretta gestione e le eventuali criticità di ordine normativo. Sullo sfondo, un panorama in evoluzione costante, che porta il mondo della sanità, della ricerca e dell’impresa a interrogarsi sugli sviluppi futuri e a ricercare sinergie sempre più necessarie. Sulla base di queste premesse si è tenuto lo scorso 30 settembre l’online meeting “Innovazione nella gestione dei dati della ricerca: i modelli vincenti”, organizzato da Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, con il supporto di AdvicePharma Group e IQVIA Italia. L’evento è stato realizzato con il patrocinio del Politecnico di Milano, Osservatori.net e Fondazione Politecnico di Milano.

E proprio una ricerca del PoliMi, presentata da Paolo Locatelli Head of Digital Innovation Unit – Fondazione Politecnico di Milano, ha aperto i lavori dell’incontro virtuale, introducendo le dinamiche connesse al rapporto tra dati del mondo reale (RWD) e prove del mondo reale (RWE), in relazione alle metodologie utilizzare dalla comunità sanitaria. L’esperto ha anche evidenziato l’utilizzo di tali dati da parte degli sviluppatori a supporto degli studi clinici e osservazionali, con l’obiettivo di generare approcci innovativi e nuovi trattamenti, e ha analizzato quelli rilevanti per la gestione socio-sanitaria, indicando alcuni esempi nel settore, dall’analisi costi-efficacia alla Value-Based Healthcare. «La disponibilità di dati consente di misurare e valutare l’impatto di una prestazione, di una terapia, di una tecnologia sul paziente – ha affermato Locatelli –, quindi c’è un legame diretto con il tema della ricerca clinica».

A seguire, Massimo Carella Vice Direttore Scientifico, Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, ha presentato una ricerca condotta presso la struttura, e le cui evidenze sono state uno dei motori centrali dell’incontro. Carella ha sottolineato le sfide nella ricerca e i contributi dei database nel poter descrivere nuove patologie, oltre alla possibilità di sviluppare nuovi disegni di studi clinici, indicando la necessità di una standardizzazione dei dati (sia a livello diagnostico sia a livello informatico).

Criticità, dati vs mondo reale

A Massimo Molteni, Direttore Sanitario, IRCCS Eugenio Medea, il compito di analizzare il punto di vista delle “nicchie” nel settore sanitario. L’esperto lo ha fatto a partire da un osservatorio privilegiato, quello della neuropsichiatria, in cui emerge nettamente il fattore legato alle “prove del mondo reale” (RWE): il real world. «La partita significativa su cui si giocherà la ricerca nei prossimi anni – ha detto Molteni – è che il mondo reale non è sempre codificabile e strutturabile come il mondo sperimentale». Emerge dunque appieno uno dei rischi elencati anche dagli altri professionisti: «Un eccesso di strutturazione nella raccolta dei dati potrebbero non corrispondere al real world». L’invito, in tal senso, è all’utilizzo di modelli meno deterministici: «dal momento che le individualità sono tali e tante».

Tuttavia, un altro elemento che necessità di approfondimento è senz’altro quello legato alla normativa sull’utilizzo dei dati clinici. Tema al centro dell’intervento di Chiara Di Somma, Garante per la protezione dei dati personali – Dipartimento Sanità e Ricerca, che ha introdotto una serie di riflessioni di carattere giuridico partendo da una prospettiva storica sulla nascita del “diritto alla privacy”. Di Somma ha ricordato come la ricerca scientifica sia un settore caratterizzato da tre aspetti: scienza, diritto ed etica. La rilevanza dell’etica in è determinante, ha sottolineato, «ed è un elemento che impone una riflessione nel momento in cui la ricerca medica ed epidemiologica si affaccia all’uso delle tecnologie innovative, dai device personali all’AI, ai Big dDta». Perciò, il contesto normativo in cui gli scienziati sono chiamati a muoversi è sicuramento complesso, «ed è il motivo per cui le singole strutture devono avvalersi di data protection officer che siano supportati da un equipe che fornisca almeno tre expertise: privacy, informatico giuridica e specifica normativa di settore».

La tavola rotonda

Tutti gli spunti forniti dagli ospiti nel corso della prima parte dell’online meeting hanno aperto la strada alla riflessione nel corso della tavola rotonda moderata da Sara Cazzaniga, Scientific Partnership Director di IQVIA Italia e Massimo Beccaria, Vice-President di Advice Pharma Group e che ha visto il confronto tra Chiara Sgarbossa, Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano; Eleonora Sfreddo, Fondazione per la Ricerca Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; Giovanni Apolone, Istituto Nazionale Tumori, Milano; Andrea Remuzzi, Università di Bergamo; Sergio Scaccabarozzi, GOR, IRCCS San Matteo di Pavia; Luca Grappiolo, Istituto Auxologico Italiano; Vito Angiulli, IRCCS Istituto Tumori Bari Giovanni Paolo II; Francesco Giuliani, IRCCS Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. «Ormai esistono le tecnologiche per raccogliere i dati in modo standardizzato e le normative che ne autorizzano la condivisione ai fini di ricerca – ha dichiarato Beccaria a margine del meeting –. In questo modo si possono creare grandi volumi di dati, di enorme valore e in grado di attirare investimenti, creando così un ecosistema virtuoso che può trasformare i centri di ricerca italiani in eccellenze». Secondo il Vice-President di Advice Pharma è emersa, anche durante la tavola rotonda, «l’opportunità che gli IRCCS prendano la leadership in questo processo, aziende come la nostra possono poi dare il supporto e gli strumenti perché tutto ciò accada il più velocemente possibile».

AdvicePharma parlerà del progetto HIBAD all’IBIG Forum 2021

AdvicePharma, con il suo progetto HIBAD, sarà presente all’IBIG Forum 2021 – Real World Evidence in Health Care Research, in programma dal 4 al 6 ottobre, dalle 9,00 alle 13,30 sulla  piattaforma on-line GoToWebinar.  Il Forum si propone di indagare le tematiche principali nel settore della biostatistica in rapporto alle discipline della ricerca applicata agli studi clinici.

L’evento, organizzato da SIMeF, Società Italiana di Medicina Farmaceutica e IBIG – Italian BIostatistics Group, con il contributo educazionale di Novartis e GSK e il patrocinio del Politecnico di Torino, è rivolto a biostatistici, data manager e programmatori statistici provenienti dal mondo dell’industria, della ricerca indipendente e del mondo accademico.

I tre giorni di incontro saranno scanditi da altrettanti temi di approfondimento. “Real World Evidence in Health Care Research: How Can It Improve Scientific Knowledge?”, è il tema del 4 ottobre; “Bayesian applications in pharmaceutical studies” è la traccia di approfondimento del 5 ottobre; mentre,  il 6 ottobre, nell’ambito del macrotema “A deep dive into the Digital Health Revolution”, sarà presente Massimo Beccaria, President, Advice Pharma Group con un intervento dal titolo “Standardized Data from Biobanks and Devices to Support Clinical Research and Predictive Medicine: the HIBAD Project”.

Cos’è HIBAD

HIBAD (Hub regionale Integrato Biobanca Analisi Dati e utilizzo sperimentale) è un sistema integrato di raccolta di campioni biologici e dati clinici per la ricerca biomedica, realizzato da AdvicePharma Group in collaborazione con BioRep Srl, società del Gruppo Sapio. Il progetto, supportato da servizi di clinical data governance e da una piattaforma per il consenso informato elettronico-dinamico, punta a raccogliere milioni di dati clinici validati attraverso strumenti avanzati di raccolta e anonimizzazione. Ricercatori di tutto il mondo potranno utilizzare i dati e compiere simulazioni per lo studio di patologie tramite logiche di Artificial intelligence (AI) e machine learning. A oggi è stato avviato uno studio clinico, promosso in collaborazione con IRCCS E. Medea, che riguarda pazienti affetti da disturbi del neurosviluppo; mentre un secondo studio, promosso in collaborazione con Diabetes Diagnostics srl, riguarderà la caratterizzazione dei soggetti “prediabetici” ovvero a rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Iscrizione al Forum

La partecipazione al Forum è a pagamento e prevede una quota ridotta per i soci SIMeF.

Qui le informazioni su argomenti e modalità di partecipazione.

 

Modelli vincenti nella gestione dei dati della ricerca. Il 30 settembre l’online meeting

Si terrà giovedì 30 settembre, dalle 14,30 alle 17,30, l’online meeting “Innovazione nella gestione dei dati della ricerca: i modelli vincenti” organizzato da Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, con il supporto di AdvicePharma Group e IQVIA. L’evento è stato realizzato con il patrocinio del Politecnico di Milano, Osservatori.net e Fondazione Politecnico di Milano.

Il meeting si propone di approfondire le dinamiche connesse all’utilizzo dei dati nell’ambito della ricerca medica e scientifica: dalle esigenze messe in luce dagli IRCCS alle best practice già emerse, fino alle criticità legate alla corretta gestione del dato entro il perimetro della normativa sulla privacy. Temi che si riaffacciano nell’intervento di Massimo Carella, Vice Direttore Scientifico, Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – che approfondirà esperienze e progettualità avviate presso l’IRCCS -, e si articolano lungo i diversi spunti lungo le tre ore di incontro, che si concluderà con una tavola rotonda dal titolo “Sfide e opportunità dalla collaborazione tra pubblico e privato”, moderata da Sara Cazzaniga, Scientific Partnership Director di IQVIA e Massimo Beccaria, Vice-President di Advice Pharma Group.

Qui il programma dell’evento.

Per informazioni su come partecipare e per dettagli sull’evento inviare una email a events@advicepharma.com

Il percorso delle DTx per il riconoscimento da parte del SSN

DTX

In qualità di strumenti “curativi” che seguono un percorso di ricerca, sperimentazione e autorizzazione parallelo a quello delle terapie tradizionali, le Digital Therapeutics si trovano a fare i conti con la necessità di una regolamentazione ad hoc. È un tema fondamentale non soltanto per la loro introduzione in qualità di dispositivi medici, ma anche per la necessaria autorizzazione da parte delle autorità sanitarie in vista di una prescrizione che consenta il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Secondo la definizione fornita dalla Digital Therapeutics Alliance, che fa rientrare le DTX sotto l’ombrello della Digital Medicine, le terapie digitali sono, infatti, un intervento terapeutico basato sull’evidenza, guidato da programmi software di alta qualità per prevenire, gestire o trattare un disturbo o una malattia. La DTX è centrata sul paziente (solo o principalmente) ed è in grado di fornire un effetto positivo clinicamente misurabile, validato scientificamente

Lo studio dell’IRCCS Mario Negri

Il tema DTX è stato oggetto, di recente di un importante approfondimento su Ricerca&Pratica, la rivista dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in un articolo firmato da Eugenio Santoro, Laura Boscherini e Alessandra Lugo. Si è trattato, come sottolineato dallo stesso Santoro, di una “revisione degli studi clinici riguardanti le terapie digitali presenti in ClinicalTrials.gov”, piattaforma sviluppata dal National Institutes of Health (NIH) statunitense e dalla FDA che fornisce accesso a tutta una serie di dati relativi a studi clinici sostenuti in ambito pubblico e privato.

I ricercatori hanno condotto una revisione degli studi clinici riguardanti le terapie digitali presenti appunto sul database ClinicalTrials.gov. “Dei 560 studi individuati – si legge nell’abstract dell’articolo –, 136 studi controllati e randomizzati sono stati analizzati perché l’intervento digitale era coerente con la definizione di terapia digitale”.

Di questi il 41,9% basato sullo sviluppo di un’App; il 25,7% a interventi basati sul web e l’8,8% a videogiochi, si sono rivelati come gli strumenti di Digital Health più utilizzati per l’intervento di terapia digitale. “Meno usati sono i sistemi di realtà virtuale (4,4%), i messaggi testuali (3,7%), le piattaforme di social media (2,9%) e i software basati su computer (2,2%)”.

Per quanto riguarda invece le aree oggetto di maggiori studi sul fronte DTx sono emerse quelle che coinvolgono le patologie riguardanti la salute mentale (34,6%), quelle croniche (19,1%) e le dipendenze (12,5%).

Un dato particolare emerso dallo studio ha riguardato l’anno di attivazione della ricerca sulle DTx: due studi su tre sono stati avviati dopo il 2017. Questo sta a indicare l’attualità della ricerca ma anche la necessità di integrare questa branca della Digital Medicine nel servizio sanitario nazionale anche alla luce delle recenti urgenze poste dalla pandemia.

Covid-19 e la spinta allo sviluppo del biobanking

Da HIBAD uno strumento essenziale per “accedere” alle informazioni contenute 
nelle biobanche secondo un metodo scientifico e codificato

Il ruolo delle biobanche nel settore della ricerca e della sperimentazione in ambito medico e scientifico è emerso con forza nel corso della pandemia di COVID-19. Negli ultimi mesi la comunità scientifica ha riorganizzato le proprie attività andando a ridefinire il perimetro delle biobanche, e attribuendo a queste “infrastrutture” un ruolo nodale nella lotta al SARS-CoV-2. A questo scopo, come riporta il sito specializzato Labiotech.eu, le collaborazioni preesistenti di biobanche con ospedali, gruppi accademici e produttori si sono poste come punto di partenza “informale ma solido” per la ricerca.

La necessità di un confronto a livello internazionale ha però messo alla prova le strutture non preparate a una tale domanda. Il primo limite emerso ha riguardato i metodi di condivisione dei campioni disponibili e, in molti casi, le diverse pratiche riguardanti la raccolta, la conservazione e i requisiti di consenso si sono dimostrati una barriera insormontabile per l’accesso transfrontaliero. Per risolvere questa criticità diverse istituzioni sanitarie si sono adoperate per creare delle linee guida che facilitassero la condivisione dei dati durante la pandemia, ed è aumentata la collaborazione tra strutture accademiche, ricercatori, aziende farmaceutiche e biotecnologiche. Un esempio importante arriva dalle due organizzazioni leader mondiali nel biobanking, l’ISBER e l’European Biobanking and BioMolecular Resources Research Infrastructure (BBMRI-ERIC), che hanno unito gli sforzi per creare un catalogo globale delle collezioni di campioni COVID-19, fornendo una piattaforma di scambio con altre risorse di biobanking rilevanti.

La messa a terra di un programma, che nel mondo scientifico era già un obiettivo concreto, ha visto quindi un’accelerazione dettata dalla necessità di fornire risposte immediate agli imperativi imposti dalla pandemia.

Il progetto HIBAD e l’accesso ai dati delle biobanche

La creazione non solo di un ambiente che consentisse la raccolta e la catalogazione di campioni, e la condivisione dei dati è un obiettivo perseguito da tempo anche in Italia. A questo si aggiunge la necessità di “accedere” alle informazioni contenute nelle biobanche secondo un metodo scientifico e codificato. Un esempio virtuoso in tal senso è costituito da HIBAD (Hub regionale Integrato Biobanca Analisi Dati e utilizzo sperimentale), vincitore lo scorso anno della call “Hub Ricerca e Innovazione” della Regione Lombardia. HIBAD è un progetto realizzato da AdvicePharma in collaborazione con BioRep Srl, società del Gruppo Sapio e azienda capocordata della call della Regione (che ha visto coinvolte anche IRCCS E. Medea e Diabetes Diagnostics Srl), e prevede la costruzione di un sistema integrato di raccolta di campioni biologici e dati clinici per la ricerca biomedica, supportato da servizi biotecnologici e digitali. Obiettivo di questa fitta rete di competenze e collaborazione tra scienza e innovazione digitale è quello di creare una piattaforma di archiviazione informatica e di interrogazione dei database clinici che verrà poi fornita in dotazione alla nuova biobanca che andrà a integrarsi con le strutture per la ricerca dello Human Technopole (ex sede Expo 2015).

In questo modo AdvicePharma e Biorep hanno costruito un tassello del futuro Centro regionale di risorse biomediche (CRRB). HIBAD, infatti, tramite l’utilizzo della tecnologia proprietaria ICE-EDC (Integrated Clinical Trial environment) di Advicepharma, permetterà ai ricercatori di tutto il mondo di utilizzare in maniera efficiente, e con logiche di Artificial intelligence (AI) e machine learning, la mole di dati conservata presso il CRRB.

Cosa ci attende in futuro

In futuro, le biobanche giocheranno un ruolo essenziale in diverse aree mediche, tra cui la medicina guidata dai dati e la medicina di precisione. La domanda di biobanche sarà dunque destinata a crescere. E già oggi si assiste a un incremento della collaborazione nel biobanking multidisciplinare, indirizzato, ad esempio, alla conservazione di diversi tipi di campioni e dati che comprendono campi diversi tra cui la genomica, la proteomica, le malattie rare e le terapie con cellule staminali.

La speranza, oggi, è che il ruolo centrale giocato da queste infrastrutture nella lotta contro COVID-19 evidenzi la loro posizione insostituibile come centri chiave per la sanità.

 

 

La spinta della Digital Health al trattamento delle patologie cognitivo-comportamentali

La Digital Health, che comprende tra le altre, anche le applicazioni di telemedicina e le Digital Therapeutics (DTx) ha avuto un imponente sviluppo imposto anche dalle restrizioni dovute alla pandemia. Parallelamente, oltre alle conseguenze sociali e sanitarie legate a ricoveri, terapie intensive e monitoraggio dello stato dei soggetti affetti dal virus SARS-CoV-2, si è assistito a un incremento dei disturbi mentali, anche come conseguenza diretta dell’infezione della COVID-19. Il tema è emerso in uno studio condotto lo scorso anno dall’Organizzazione mondiale della sanità.

L’OMS ha rilevato come il 70% dei Paesi (91 su 130) inclusi nell’indagine – che hanno dovuto interrompere le prestazioni ambulatoriali per le persone affette da patologie mentali nel corso della pandemia – abbia fatto ricorso all’utilizzo di applicazioni di telemedicina o teleterapia (includendo tra questi anche l’utilizzo di telefono e videoconferenze)

Come riporta un recente articolo del Corriere della Sera, il rimando alla Digital Health nel settore delle patologie legate alla sfera dei disturbi della mente o del comportamento è ormai una costante. Digitando “Digital Mental Health” sul motore di ricerca PubMed si arriva a oltre 3.200 risultati, di cui oltre 700 da gennaio a oggi.

Le DTx per i disturbi cognitivo-comportamentali

Il campo di applicazione è senz’altro vasto e comprende patologie quali quelle legate alla sfera psichiatrica e, come detto, altri disturbi che vanno dall’insonnia ai disturbi alimentari. Nello specifico degli interventi terapeutici digitali legati al settore, a oggi la capofila (in assoluto) è reSET, la prima terapia digitale approvata dalla FDA Usa. Si tratta di una Prescription Digital Therapeutic (PDT) per il Disturbo da Uso di Sostanze (SUD) fornisce una terapia cognitivo comportamentale (CBT), in aggiunta a un sistema di gestione delle emergenze, per pazienti dai 18 anni in su arruolati in trattamento ambulatoriale sotto la supervisione di un medico.

Lo sviluppo in Italia e la collaborazione tra Advicepharma e Valerio Rosso

In Italia lo sviluppo del settore, soprattutto con rimando alle DTx, è ancora indietro. Ma i temi della Digital Health nel settore delle patologie della sfera cognitivo-comportamentale sono legati a doppio filo anche a terapie indirizzate alla cura di altre patologie. Per questo motivo AdvicePharma ha da tempo avviato una collaborazione con Valerio Rosso, medico-chirurgo, psichiatra, psicoterapeuta e divulgatore (è autore di un blog molto seguito, valeriorosso.com, di un podcast, Lo Psiconauta, e ha un canale Youtube molto attivo) che, tra i vari temi legati alla sfera della salute mentale, approfondisce anche quelli della psichiatria digitale o salute mentale digitale.

Forte delle sue competenze, Rosso ha contribuito allo sviluppo dei contenuti multimediali relativi alla Mindfulness, per una DTx indirizzata al trattamento delle patologie legate all’insufficienza renale cronica e per una terapia digitale che supporta l’aderenza ai trattamenti per pazienti onco-ematologici. Entrambe le DTx hanno completato lo sviluppo della parte tecnologica e si trovano nello “step successivo”, ossia quello della sperimentazione clinica, come previsto dalla ISO 13485 per i dispositivi medicini a base di software (SaMD). AdvicePharma contribuisce con i suoi software allo sviluppo delle tecnologie e come CRO si occuperà anche della loro validazione clinica.

PoliMi: con la pandemia boom di accessi alle piattaforme di Telemedicina

telemedicina
Dal 2014, AdvicePharma sviluppa soluzioni di teleconsulto, integrandole 
ora anche nelle sue terapie digitali

La pandemia di Covid-19 ha determinato una crescita esponenziale nelle conoscenze e nell’utilizzo delle piattaforme di salute digitale. E nelle scorse settimane, quella che era un’evidenza per quanti operano nel campo della telemedicina, del teleconsulto e dell’ampio perimetro della Digital Health, ha trovato conferma nei numeri dell’Osservatorio per l’innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano. Non soltanto, infatti, nel corso della pandemia l’accesso da parte dei pazienti a piattaforme digitali sanitarie, ha visto una crescita di quasi 20 punti percentuali (da 11% a 30%), ma otto italiani su dieci sostengono di volerle usare in futuro per accrescere il rapporto con il proprio medico.

Specialisti: l’81% vorrebbe ricorrere a teleconsulti

Una maggiore integrazione della medicina digitale è nella pratica medica è un obiettivo anche per gli specialisti: l’81% vorrebbe ricorrere a teleconsulti, e più di sei medici su dieci si sono detti a favore dell’uso di strumenti per le televisite e il telemonitoraggio.

La ricerca del PoliMi è stata presentata nell’ambito dell’evento “La Salute Connessa”, promosso da Novartis e ha mostrato come non l’accesso a piattaforme di telemedicina e di teleconsulto sia già una realtà affermata anche tra i medici specialisti. Tra il 2020 e gli scorsi mesi è aumentato dal 21% al 47% il ricorso alla tele-visita. Nel 39% dei casi si è trattato inoltre di specialisti: un incremento del 26% rispetto ai dati pre-Covid. Mentre gli utenti degli strumenti di tele-monitoraggio sono passati dal 13% al 28 per cento.

Dalle app di telemedicina un supporto fondamentale al piano di cure

Un dato a parte è stato riservato all’utilizzo delle app. Quasi la metà (46%) degli italiani che utilizzano applicazioni digitali per la salute si è dichiarata più consapevole della propria patologia e della propria salute in generale. Il 42%, inoltre, ritiene di avere dalle app un supporto per rispettare il proprio piano di cura. Le applicazioni più utilizzate risultano essere quelle dedicate allo stile di vita (usate dal 33% degli intervistati) seguite dalle app che ricordano l’assunzione di farmaci (22%) e quelle che aiutano a tenere sotto controllo i parametri clinici (21%).

Dal 2014, AdvicePharma sviluppa  soluzioni di teleconsulto, integrandole ora anche nelle sue terapie digitali, ed è attualmente leader in Italia nello sviluppo di software-dispositivi medici per le DTx. La società, con la certificazione ISO 13485 è, a oggi, la prima Contract Research Organization (CRO) italiana autorizzata alla produzione di Digital Therapeutics come Software as a Medical Device (SaMD). Tra le app di telemedicina già in attivo si segnalano LuCApp, un’app mobile sviluppata da ricercatori e medici per promuovere il monitoraggio e la gestione in tempo reale dei sintomi dei pazienti affetti da neoplasia polmonare.

Sul nostro sito, nella sezione news trovi tutte le novità sul tema Digital Health e sulle tecnologie sviluppate da AdvicePharma.

 

La medicina personalizzata, dalla progettazione alla validazione dei dispositivi clinici

AdvicePharma parteciperà al webinar organizzato da bioPmedPiemonte Innovation Cluster e Bioindustrypark, “La medicina personalizzata: certificazione, aspetti regolatori nei trial clinici e riduzioni dei costi in sanità”, in programma il 9 luglio dalle 14 alle 15,30. Nel corso dell’incontro si discuterà della certificazione dei software medicali, del percorso di progettazione e validazione, e degli aspetti economici legati alla medicina di precisione.

Appunto a questi temi si collegherà l’intervento di Massimo Beccaria, Presidente di AdvicePharma Group, dal titolo “La medicina personalizzata: come avere un efficiente percorso, di progettazione e validare i dispositivi, attraverso i clinical trial”. Insieme a lui anche la Ceo di Mse-Med-D Alice Ravizza, che parlerà della certificazione dei software medicali e Patrizio Armeni, docente presso la SDA Bocconi, che discuterà degli aspetti economici legati alla medicina di precisione.

AdvicePharma si presenta al webinar forte della sua esperienza nella progettazione e validazione di dispositivi clinici personalizzati. È infatti la prima CRO italiana ad aver ottenuto la certificazione ISO 13485 per la produzione di Digital Therapeutics come dispositivi medici a base di software (Software as a Medical Device – SaMD). La società è in grado di sviluppare il software della DTX, validarlo clinicamente e marcarlo CE come SaMD e, a oggi, vanta già quattro Digital Therapeutics in fase di sviluppo.

Per partecipare all’evento occorre registrarsi a questo link.

 

 

AdvicePharma sostiene il progetto di Pre.zio.sa sulla “cultura della salute”

Una giornata di divulgazione, focalizzata sulla definizione delle competenze in ambito sanitario e la promozione del concetto di “cultura della salute”. Il tutto mantenendo al centro il paziente, secondo il principio del “formarsi per curarsi”. È l’ambizioso progetto portato avanti dall’Associazione Pre.zio.sa. Prevenzione Promozione Salute Onlus con il webinar “Formazione dei pazienti con i pazienti. Verso l’inclusione sanitaria”.

AdvicePharma Group è tra le realtà che hanno offerto il proprio contributo non condizionante al progetto insieme a Bristol Myers Squibb e Incyte. «Serve una formazione ripensata, rivolta a tutti i portatori di interesse coinvolti – si legge nella descrizione del progetto –, come clinici, operatori, istituzioni, aziende, pazienti e associazioni affinché maturino l’importanza di uno strumento utile a trasferire contenuti e competenze. Una formazione che renda il paziente consapevole del proprio percorso di cura, secondo la pratica clinica e sanitaria».

Il webinar attraversa, nel corso di sette incontri, altrettante Regioni d’Italia allo scopo di operare questo cambiamento culturale che metta al centro il valore del sistema salute in termini di cura e assistenza a partire dal coinvolgimento attivo dei pazienti. Il primo appuntamento si è tenuto il 30 giugno, con il patrocinio della Regione Piemonte. Mentre mercoledì 7 luglio l’incontro di approfondimento sulla cultura della salute sarà legato alle strutture della Regione Liguria.

La formazione, insieme allo sviluppo di tecnologie che contribuiscano alla digital medicine e alle Digital Therapeutics, è un tema centrale per AdvicePharma che, oltre a prestare il proprio contributo alle iniziative di partner e associazioni, promuove eventi formativi dedicati ai professionisti del settore al fine di approfondire competenze tecniche e tecnologiche per gestire i clinical trial in modo efficiente, e la gestione della raccolta dei dati mirata alla loro analisi con strumenti di Artificial Intelligence.

Il progetto di Pre.zio.sa è realizzato in collaborazione con ROPI – Rete Oncologica Pazienti Italia e ASSD Associazione Scientifica Sanità Digitale. Per ulteriori informazioni e per registrarti al webinar vai a questo link.

AdvicePharma, per Pharmastar è una “eccellenza italiana”

Tre pagine dedicate alla nascita e allo sviluppo della società e ai progetti realizzati dal 2012 a oggi. Il secondo numero del mensile cartaceo PharmaStar Digital Medicine dedica un ampio approfondimento al percorso di AdvicePharma Group come “eccellenza italiana”: dall’idea iniziale al posizionamento strategico su quelli che la rivista definisce “tre settori apparentemente distanti tra loro ma in realtà molto sinergici”, ossia lo sviluppo di software per la ricerca clinica, l’attività di Contract Research Organization (CRO) e la produzione di tecnologie di medicina digitale e Digital Therapeutics.

Tramite un dialogo con l’AD Alessandro Ferri e il Presidente Massimo Beccaria, si toccano i punti centrali dell’esperienza AdvicePharma che comprendono, tra gli altri, lo sviluppo della tecnologia ICE, quello di servizi CRO, fino al tema delle DTx e l’ottenimento (come prima CRO in Italia) della certificazione ISO13485 per la produzione di Digital Therapeutics come dispositivi medici a base di software (Software as a Medical Device – SaMD).

Per approfondire scarica il Magazine a questo link.