Il punto sulla sanità digitale in Italia. E uno sguardo al futuro

L’evento annuale di AdvicePharma si è tenuto online l’1 e il 2 dicembre con il 
patrocinio del Politecnico di Milano. Quasi 40 ospiti, oltre 20 interventi e due tavole 
rotonde per indagare a che punto è il nostro Paese sul fronte della sanità digitale.

Come si posiziona il nostro Paese nel panorama internazionale della Digital Medicine e delle tecnologie applicate alle discipline mediche e farmaceutiche. E quale il ruolo dei centri di ricerca, delle agenzie regolatorie e delle singole aziende per sostenere e incentivare questo sviluppo. Sono alcuni tra i temi affrontati l’1 e 2 dicembre scorsi nel corso dei “Digital for Cinical Days 2021”, appuntamento annuale promosso da AdvicePharma Group con il patrocinio del Politecnico di Milano, che si è svolto in formato interamente digitale con oltre venti interventidue tavole rotonde e quasi 40 ospiti che si sono avvicendati sul “palcoscenico virtuale” della conferenza.

Si mantiene alta, dunque, l’attenzione della comunità scientifica e imprenditoriale sul fronte della medicina digitale in Italia, anche in relazione al contesto europeo. «La partecipazione di relatori d’eccezione, dimostra come sia sempre più strategico il tema della digitalizzazione della ricerca e della sanità, che viene ora messo al centro della discussione sia in ambito pubblico sia privato; forse una delle poche cose positive che questi ultimi due difficili anni ci ha lasciato», ha commentato Massimo Beccaria, vicepresident di AdvicePharma in apertura della due giorni.

E appunto l’importanza di una visione comune finalizzata allo sviluppo del settore è stata al centro dell’intervento di introduzione della prima giornata di lavori affidato a Maurizio Colombo Vice Presidente di Sapio Group, che ha sottolineato come il convegno sia nato «con l’obiettivo di mettere in risalto progetti innovativi e nuovi veicoli di cura futuri». Colombo ha ricordato come l’accesso alle tecnologie, per il mondo farmaceutico e biomedicale, sia finalizzato allo sviluppo di nuove cure «con il paziente al centro». Un concetto reso ancora più attuale in questi anni di pandemia. Parla di «esercizio corale di tante professionalità», Colombo, rimarcando come la competizione tra diverse aziende e strutture sia finalizzata al dialogo, al fine di «creare ecosistemi virtuosi che, oltre ad attrarre talenti ci portino a competere non solo a livello europeo ma anche a livello mondiale».

La necessità di una visione comune, che possa portare l’Italia a occupare una posizione competitiva a livello europeo e internazionale ritorna anche nel discorso introduttivo alla seconda giornata di lavori, affidato a Raffaello Innocenti, CEO e Managing Director di Chiesi Italia. Innocenti sottolinea l’importanza dell’azione delle istituzioni in questa sede, in particolare delle agenzie regolatorie e fa l’esempio di Paesi come la Germania, in primis, ma anche Francia e Belgio, dove lo sviluppo delle Digital Therapeutics è frutto anche del sostegno istituzionale (in Germania esiste un certo numero di DTx approvate e rimborsate dal sistema sanitario). «Puntiamo ad avere questa accelerazione anche in Italia», afferma Innocenti, che riporta come ci siano stati segnali importanti in tempi recenti.  «L’auspicio è che le principali agenzie regolatorie e istituzioni, dal ministero della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità e AIFA trovino un approccio comune sull’approvazione e la rimborsabilità di queste terapie». Per arrivare a questo risultato, secondo il CEO di Chiesi, «dovrebbe essere istituita una commissione ad hoc che, sfruttando le competenze dei tre enti, ci metta nelle condizioni di proseguire in questo percorso significativo».

Il passaggio finale, come sottolinea Alessandro Ferri, Managing director di AdvicePharma, sarà far diventare questo percorso “strutturale”. «Anche questo evento dimostra come nel nostro settore, relativamente agli ambiti della medicina digitale, ci sia la forte volontà di accorciare il gap con Paesi che la strada della connected care, a partire dalla condivisione dei dati sanitari e del rimborso delle terapie digitali, l’hanno intrapresa già da anni. Per questo motivo – ha concluso – siamo estremamente ottimisti sulle evoluzioni degli anni a venire».

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