La partita contro COVID-19 si gioca anche sui trial clinici

Il bollettino del contagio da COVID-19 è in continuo aggiornamento. E mentre gli ospedali, i medici e il personale sanitario fanno fronte all’emergenza sanitaria, in tutto il mondo i ricercatori sono impegnati nella ricerca di una terapia efficace e nella sperimentazione di un vaccino. Le tempistiche per il vaccino sono già dettate dalle autorità regolatorie e richiederanno dai 12 ai 18 mesi. Mentre nel caso delle soluzioni terapeutiche i tempi si possono ridurre. Da qui la corsa alla sperimentazione clinica di società di ricerca pubbliche e private, case farmaceutiche e startup.

La Cina, Paese epicentro dell’epidemia che, come noto, dalla provincia dello Hubei si è diffusa nel resto del mondo, è stata anche la prima ad avviare trial clinici su nuovi trattamenti potenziali. Come comunicato anche dal nostro Istituto Superiore di Sanità (ISS), già il 18 febbraio il Dragone aveva a disposizione i primi, incoraggianti, risultati della sperimentazione clinica con clorochina, avviata nelle settimane precedenti dal Chinese Clinical Trial Registry. «La clorochina è un antimalarico dimostratosi efficace in vitro e su modelli animali contro numerosi virus tra cui il coronavirus della SARS – si legge sul sito dell’ISS –. L’idea di usare la clorochina contro il coronavirus della SARS fu lanciata nel 2003 da Andrea Savarino, ora ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità».

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo scorso 20 febbraio ha dichiarato che i primi risultati sui trial clinici di procedure terapeutiche contro il corona virus erano attesi «entro tre settimane», in questi giorni, dunque, potrebbero esserci nuovi sviluppi dai tentativi messi in campo per contrastare la diffusione del SARS-CoV-2 virus responsabile dell’attuale epidemia di COVID-19, dai farmaci utilizzati nelle terapie dell’HIV a quelli già in fase di sviluppo per contrastare il virus Ebola. Ma anche, come detto, farmaci, antimalarici, estratti vegetali e studi che mirano a testare gli effetti preventivi della medicina tradizionale cinese. L’OMS e l’intera comunità scientifica insistono nel sottolineare come il lavoro di ricerca debba essere portato avanti con rigore e scrupolo perché soltanto i protocolli aderenti alle norme di buona pratica clinica porteranno a soluzioni concrete.

Intanto anche negli Stati Uniti, le aziende che stanno avviando lo sviluppo di trial clinici per terapie e vaccini hanno ricevuto finanziamenti da due organizzazioni: la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA), che è una divisione del Department of Health and Human Services, e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), una divisione dei National Institutes of Health. Alcune aziende hanno ricevuto finanziamenti dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), un’organizzazione globale con sede a Oslo. Altre aziende stanno finanziando sperimentazioni da sole o attraverso partnership con altre società del settore delle scienze della vita.

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